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La “Moneta”, Dio o Mammona?

29 Jan

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 ~ (Prof. Giacinto Auriti)

Questo articolo, già pubblicato su “Chiesa Viva” 204 e 205 (1990), da profetico è ora diventato di estrema attualità.

Che cos’è la Moneta? Quali le sue origini? In realtà, nessuno l’ha ancora definita; ne hanno, al massimo, approfondito solo gli aspetti “tecnici” e “funzionali”. Affrontiamo questo tema poiché ci rendiamo conto che la moneta ha avuto ieri ed ha, soprattutto oggi, un’enorme importanza nelle vicende socio-economiche e politiche della nostra società.  Sopra ogni cosa ci preoccupa interrogarci e rispondere a queste domande:

  • Chi crea la moneta?
  • Perché un Paese più è industrializzato, più produce e più si indebita?
  • E verso chi si indebita?
  • Perché i Paesi dei Terzo mondo, pur avendo tante ricchezze naturali, muoiono di fame?

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… … … leggi tutto l’articolo in un unico PDF doc… … …

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“Chiesa viva” *** Marzo 2013

© Ri-pubblicato da MarranosAtWork con permissione dell’editore di Chiesa Viva ©

Ogni ripubblicazione é autorizzata e gradita purché specificando tutte le fonti, links e permissioni

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Foto di Gruppo di Famiglia

29 Jan

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Cazari / Khazars

1 Sep

L’Impero dei Cazari

a cura di PierLuigi Rossi – Steppa.net

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Premessa

L’autore PierLuigi Rossi, è un appassionato di storia, che ci ha inviato questo articolo, notando le poche informazioni disponibili nelle enciclopedie sul popolo dei Cazari

Un po’ di storia

Dal VI al XII secolo d.c. tra il Caucaso ed il Volga, esisteva una popolazione di religione ebraica, che giocò un ruolo significativo nel determinare il destino dell’Europa medievale, e conseguentemente moderna.
I cazari, un popolo di origine turca, occupava una posizione strategica tra il Mar Nero ed il Caspio, e tra Caucaso e il Volga, attraverso l’area geografica su cui le potenze orientali del periodo si confrontavano. Agì come barriera difensiva per Bisanzio, frenando le invasioni dei barbari delle steppe del nord: Bulgari, Magiari e più tardi Vichinghi e Russi. Ma il fattore più importante fu che gli eserciti dei cazari bloccarono definitivamente le invasioni degli Arabi nel periodo più devastante dello slancio musulmano di conquista, evitando così la conquista dell’Europa orientale.
L’impero dei cazari occupava la direttiva naturale d’invasione degli Arabi. Alcuni anni dopo la morte di Maometto (632 d.c.) gli eserciti del califfato, spazzando ogni opposizione, raggiunsero le montagne del Caucaso. Una volta superata questa barriera, la via per l’Europa dell’est era aperta. Ma sulla linea del Caucaso gli arabi si scontrarono con le forze di una potenza militare organizzata che bloccò la loro avanzata. Le guerre tra cazari e arabi durarono più di 100 anni, anche se poco conosciute, hanno avuto un’importanza storica considerevole.
I Franchi di Carlo Martello, sulla piana di Tours, stroncarono l’impeto dell’invasione araba dell’Europa occidentale. Allo stesso tempo la minaccia musulmana ad oriente non era meno acuta. Le orde vittoriose degli arabi furono affrontate e fermate dai cazari sulle montagne del Caucaso. Non ci possono essere dubbi, che se gli eserciti fanatici della jihad non fossero stati bloccati nella loro devastante avanzata, l’impero bizantino, la roccaforte della civiltà europea ad oriente, sarebbe stata invasa dagli Arabi, e la storia del Cristianesimo e dell’Islam potrebbe aver avuto un corso diverso. Non pertanto sorprende che nell’anno 732, dopo la vittoria decisiva dei cazari sugli arabi, l’imperatore Costantino V sposò una principessa cazara. Successivamente il loro figlio divenne l’imperatore Leo IV, conosciuto come Leo il cazaro. Nel 737 d.c. le guerre sante dell’Islam (Jihad) persero il loro impeto, il califfato divenne vittima di dissensi interni, e gli Arabi invasori si ritirarono dalle montagne del Caucaso. Pertanto l’impero dei cazari divenne potente come non mai, e nell’anno 740, la religione ebraica fu adottata ufficialmente come religione di stato nell’impero. In quei tempi la religione era considerata un fattore politico rilevante nelle relazioni con stati esteri, perciò tra l’occidente bizantino e l’oriente arabo musulmano, la decisione di adottare la religione ebraica fu una manifestazione di neutralità politica, più che una scelta di fede e di coscienza.
Questo fatto lasciò attoniti i pensatori del tempo come anche quelli dei nostri giorni. Un commento abbastanza recente si trova nel libro dello storiografo marxista ungherese Antal Bartha La Società magiara nell’ottavo e nono secolo dove in diversi capitoli viene descritta la società dei cazari, a cui gli ungheresi erano soggetti. La conversione al Giudaismo è descritta in un solo paragrafo: La nostra ricerca non intende studiare la storia della filosofia e degli ideali, ma vorremmo richiamare l’attenzione del lettore sull’argomento della religione di stato dei cazari. Il Giudaismo fu adottato come religione ufficiale della parte dominante della popolazione. L’adozione di questa religione da una popolazione di etnia non ebraica da adito ad interessanti speculazioni. Possiamo affermare che la conversione alla fede giudaica, che non aveva sostegno da nessun potere politico, ma perseguitata universalmente, in contrasto al proselitismo cristiano di Bisanzio e all’influenza musulmana orientale, contraria all’influenza politica dei due poli, e stata una sorprendente scoperta degli storici moderni. Non può essere considerata come accidentale, ma deve essere giudicata come espressione dell’indipendenza nella politica estera dell’impero conscia della propria forza militare. Anche se il fatto ci lascia perplessi, differendo i dati storici in dettagli, insignificanti, i fatti principali non danno oggetto a disputa alcuna.
Il pensiero che lascia ampio spazio a disputa e speculazione è il destino dei cazari dall’invasione dalle orde barbariche di Gengis Khan nel XIII secolo. Su questo argomento le cronache sono scarse, ma diversi centri abitati da cazari nel tardo medioevo sono menzionati in Crimea, Ucraina, Ungheria, Polonia e Lituania. Questo da adito a conclusioni che una migrazione di comunità di cazari verso queste regioni dell’Europa dell’est, principalmente Russia e Polonia, ove all’alba dell’era moderna le più alte concentrazioni di popolazioni di fede giudaica erano presenti. Questo fatto è il fondamento della convinzione che la maggior parte degli ebrei orientali rintraccino la loro discendenza dai cazari e non da Israele. Le loro origini indoeuropee e non semitiche. La setta di lingua turca dei Karaiti (una setta fondamentalista giudaica) della Polonia, della Crimea, ed altre località dell’est Europa, affermano un legame con i cazari, fatto confermato da fattori antropologici, folcloristici e linguistici, il che tende a dimostrare la continua presenza in Europa di discendenti dei cazari.

  Su questo affascinante argomento segnalo i libri: A. N. Poliak “Khazaria” pubblicato nel 1944 a Tel Aviv, il quale dichiara che: un nuovo indirizzo sul legame degli ebrei cazari ed altre comunità ebraiche, e fino a che punto si può affermare che il nucleo dei discendenti dei cazari costituiscano le popolazioni ebraiche dell’Europa orientale. La parte di queste popolazioni che sono emigrate in Israele, negli Stati Uniti ed altri paesi, e quelli rimasti nei luoghi d’origine, costituiscono oggi la maggioranza assoluta degli ebrei nel mondo. Per un approfondimento sull’argomento segnalo anche il libro di Arthur Koestler ” The thirteen tribe” pubblicato nel 1976.“The thirteen tribe” in formato PDF

Attila in fondo, era re di un regno di tende. Il suo regno sparì, mentre le città di Bisanzio e Baghdad rimasero, le tende svanirono le città sopravvissero. Il regno degli Unni passò come un ciclone e sparì per sempre. Cassel un morientalista del XX secolo, implica che i cazari condivisero il destino degli Unni, la cui presenza ebbe luogo per circa 80 anni sino alla morte di Attila nel 453 d.c. mentre il popolo dei cazari durò per oltre cinque secoli. Anche questi vivevano principalmente in tende, ma avevano costruito anche vaste aree urbane, e si stavano trasformando da una tribù di guerrieri nomadi in una nazione di agricoltori, allevatori di bestiame, artigiani e mercanti. Gli archeologi russi hanno scoperto testimonianze di una civiltà relativamente avanzata, del tutto diversa dal ciclone degli Unni. Gli annalisti arabi riportano che in inverno i cazari restavano nelle loro case, mentre d’estate imballavano le loro tende, ed assieme al bestiame si trasferivano nelle steppe. Gli scavi indicano anche l’impero era difeso da una vasta catena di fortificazioni a protezione delle frontiere del nord verso le steppe. Queste fortificazioni si estendevano su di un arco semicircolare dalla Crimea lungo il basso percorso del Donetz al Don fino al Volga, avendo protezioni naturali, al sud il Caucaso, ad est il mar Caspio, ad ovest il mar Nero. A Tutt’oggi, gli arabi chiamano il mar Caspio “Bahr ul Khazar” Il mare dei cazari. Fino al IX secolo i cazari non avevano rivali nella loro supremazia nella regione del Volga, e dominavano tutte le tribù turche, i loro eserciti invasero l’Armenia e la Georgia e arrivarono fino a Mossul nel Califfato (attuale Irak). Dal IX secolo tennero a freno le invasione delle tribù nomadi dalla Siberia verso l’Europa, sino alla venuta dei mongoli.

Chi erano i cazari?

Chi erano i cazari? neppure menzionati nelle nostre enciclopedie.
Un cronista arabo li descrive come un popolo che vive al nord della terra. Il loro paese è freddo ed umido. Di conseguenza la loro pelle è bianca, gli occhi blu, i capelli lunghi e rossicci, di corporatura tarchiata e di natura fredda e selvaggia. Dopo oltre 100 anni di guerre, gli arabi non avevano un gran simpatia per loro, e meno ancora gli scriba georgiani ed armeni, i cui paesi furono ripetutamente devastati dai cavalieri cazari lasciano la seguente descrizione: “Selvaggi con orrende facce, e comportamento di animali feroci, bevitori di sangue.” Il geografo arabo Istakhri, una delle più autorevoli fonti d’informazione, così li descrive: I cazari non rassomigliano i turchi che hanno capelli neri, sono di due specie una chiamata cazari neri (Kara-khazars) e cazari bianchi (Ak-khazars) che hanno un magnifico aspetto.
La descrizione ci lascia disorientati poiché era abitudine tra le popolazioni turche di definire la classe dominante “bianchi” ed al popolino “neri” Così non c’è ragione di credere che i Bulgari bianchi fossero di carnagione più chiara dei neri, lo stesso dei cazari.
Nel V secolo i cinesi spinsero le tribù selvagge al nord, fuori dal paese, provocando una di quelle valanghe ove intere popolazioni venivano sradicate del loro territorio verso occidente. Per “popoli turchi” si riferisce a tutte quelle popolazioni che parlavano idiomi di caratteristiche definite “gruppo di lingue turche”. Termine usato da scrittori medioevali, ed anche da etnologi moderni che si riferisce alla lingua e non alla razza. In questo senso gli Unni ed i cazari erano popolazioni turche, come I Guz, gli Uighur, i Bulgari. gli Avari, i Bashkir, I Burtas, Kabars, i Pechenegs, e dozzine di altre tribù. La lingua dei cazari era il dialetto Chuvash delle lingue turche, parlato a tutt’oggi nella repubblica autonoma di Chuvash in Russia, tra il Volga e la Sura. Il popolo dei Chuvash è reputato discendente dei Bulgari (non della moderna Bulgaria) che parlavano un dialetto simile a quelo dei cazari. Quello che possiamo affermare con certezza è che i cazari erano una popolazione turca che giunse dalle steppe asiatiche nel V secolo. d.c. L’origine del nome “Khazar” è stato pure oggetto di speculazioni, probabilmente derivato dal termine turco “gaz” che significa nomade, qualcun altro lo attribuisce alla parola Cossack (cosacco) e dall’ungherese Huznar (cavaliere). Dopo la morte di Attila, si creò un vuoto di potere in Europa orientale, causando l’arrivo di varie tribù asiatiche che si stabilirono a nord del Volga. Vi fu uno scontro tra i cazari ed i bulgari per il dominio della regione, che vide la sconfitta di quest’ultimi (641 d.c). All’inizio del VI secolo, prima che l’Islam iniziasse le guerre sante contro gli infedeli, il Medio Oriente era dominato da tre potenze: Bisanzio, la Persia, e l’impero turco occidentale. Le prime due si erano fatte guerra per circa un secolo, pertanto erano all’orlo del collasso, Bisanzio si riprese, ma la Persia sarà sopraffatta. I cazari facevano parte del Regno Occidentale Turco, pel quale rappresentavano il grosso delle forze armate, ed al cui collasso avrebbero ereditato il potere. Nel 627 l’imperatore romano Heraclio strinse un alleanza con i cazari, per la guerra contro i persiani. I cazari scesero in campo con 40.000 cavalieri al comando del generale Ziebel, il quale stanco del tergiversare dei bizantini, di sua iniziativa andò ad assediare Tiflis. Conquistata la capitale della Georgia, in Persia ebbe luogo una rivoluzione che creò il caos nel regno, sopraggiunsero le prime armate musulmane che conquistarono facilmente il regno ponendo fine all’impero dei Sassanidi. Pertanto emerse un nuovo equilibrio di forze nella regione: Il califfato, I cazari e Bisanzio. Nei primi vent’anni dall’egira nel 622 quando inizia il calendario islamico, gli arabi avevano già conquistato la Persia, la Siria, la Mesopotamia, e l’Egitto, e circondando l’impero Bizantino (la Turchia odierna) in un mortale semicerchio, da Alessandria in Egitto al Caucaso, e le rive meridionali del mar Caspio, il Caucaso costituiva un ostacolo formidabile, ma non maggiore dei Pirinei. Gli arabi per dieci anni dal 642 al 652 tentarono invano di invadere l’impero cazaro forzando la gola di Darband, lungo la costa del mar Caspio, nell’ultima battaglia del 652 d.c. gli arabi subirono una sonora sconfitta, ove perì il loro comandante Abd al Rahman.
Nei seguenti 40 anni gli arabi non fecero altri tentativi. Rivolgendo la loro attenzione Bisanzio, cingendola d’assedio dal mare, Se avessero avuto successo attraverso il Caucaso ed intorno al Mar Nero. Il destino dell’impero romano sarebbe stato segnato. Avendo consolidato le proprie risorse, I cazari attaccarono ripetutamente gli arabi dal 722 al 737 e respinsero due attacchi, senza una conclusione definitiva. Il Fanatismo religioso dei contendenti che caratterizzarono queste guerre può essere illustrato dal suicidio in massa di un’intera città cazara in alternativa alla resa, l’avvelenamento dell’acqua di Bab al abwab da un generale arabo, ed un intero esercito musulmano che si fece trucidare nel credo di raggiungere il paradiso. Nel 730 i cazari invasero Georgia ed Armenia, invasero il califfato infliggendo una disfatta totale ad Ardabil, trucidarono 38.000 arabi e giunsero fino a Mosul, circa metà strada per la capitale del Califfato Damasco, ma un esercito di 260.000 arabi fermò l’avanzata. La manovra per la conquista dell’Europa, attraverso i Perinei a ovest ed il Caucaso ad est fu arrestata alle due estremità.
I cazari furono l’unica potenza in Oriente a eguagliare Bisanzio ed i califfati arabi. Con la caduta dei califfi Omayad e la successione degli Abbassid si abbandonò l’idea di convertire all’Islam il resto del mondo con la forza delle armi, fino alla battaglia di Lepanto.
Gli eserciti del califfato facevano terra bruciata, nei paesi occupati, incendiando, massacrando, e stuprando le popolazioni inermi. Anche i cazari non erano da meno, come altri popoli apparsi sulla scena in quel tempo, come i Vichinghi.
La capitale dell’impero era Itil prossima al delta del Volga. Altra città fortificata sul fiume Don era Sarkel, inoltre Balanjar era ai piedi del Caucaso e Samandar sulle rive del Caspio.
Itil era sviluppata sulle due rive del Volga, una descrizione del cronista arabo Muqaddasi, in Itil ci sono pecore, miele ed ebrei in gran numero. Un ponte di barche univa le due parti, la parte ad Ovest era circondata da massicce mura di mattoni, qua erano situati i palazzi del Khagan e del Khagan–bek, e le abitazioni degli alti funzionari che amministravano l’impero, e di alti ufficiali dell’esercito, che aveva un nucleo permanente di 12.000 uomini.
Sull’impero dei cazari regnava una duplice monarchia. uno dei re chiamato Khagan il quale era la figura predominante, mentre il Khagan-bek si occupava di cose terrene, amministrava la legge, comandava gli eserciti, amministrava le finanze, un buon paragone è il re e la regina nel gioco egli scacchi. Archeologi svedesi hanno rintracciato in Scandinavia, oggetti di ornamento in argento manufatti dai cazari. Il re aveva una guardia pretoriana di 2000 Vichinghi, come La Guardia Varenga dell’imperatore di Bisanzio. L’enciclopedia Giudaica fa così riferimento all’impero: Nel tempo in cui fanatismo, ignoranza, barbarie ed anarchia erano sovrane in Europa, l’impero dei cazari poteva vantarsi di una giusta e liberale amministrazione.

La caduta dell’impero e la fine dei cazari

Sviatoslav di Kiev distrusse la città di Atil nel 967, pertanto generalmente si considera questa data come fine dell’impero Cazaro, ma Sviatoslav si limitò a distruggere le città di Sarkel ed Atil andandosene in Bulgaria e il bacino del Volga fu in seguito occupato dai Kipchaks solo nel XII secolo.

I cazari mantennero il controllo di alcuni territori del Caucaso per ancora quasi 200 anni anche se sono rimasti solo pochi accenni storici.
Nel 1999 alcune monete persiane e arabe furono trovate nell’isola svedese di Gotland, tra le quali una moneta cazara la la scritta in arabo (ad imitazione) Mosè è il profeta di Dio. Anno 507 dell egira (XI secolo).
Fonti arabe: Ibn Hawqal e Al-Muqaddasi riferiscono che Atil fu ricostruita.
Fadlun il Curdo (Al-fadhi ibn muhammad al shaddadi) regnante di Aran e parte dell’Azerbajan nel 1030 riferisce che il suo esercito fu messo in fuga in un agguato con la perdita di 10.000 uomini da parte dei Cazari.
Fonti ebraiche: Petachia di Ratisbona, un rabbino del XIII secolo, narra di aver visitato alcune tribù indipendenti Cazare nel suo viaggio in Cazaria dove aveva trovato la desolazione e la miseria causata dall’occupazione da parte dei Kipchaks del bacino del Volga.

Vi sono altri accenni dei rapporti mantenuti dalla tribù dei Kabari (Khabars) con indipendenti popolazione cazare fino al XII secolo. La tribù dei Cabari si ribellò all’imperatore Cazaro prima della’occupazione di Sarkel nel 965 le tre tribù Kqabare seguirono l’esodo dei Kabari in Ungheria.
Quindi anche se in generale si ritiene che l’impero Cazaro terminò nell’anno della caduta di Sarkel, sembra che alcune entità Cazare continuarono a lasciare segni della loro presenza sino almeno al XII secolo.

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Altre informazioni

Altre informazioni sui cazari si trovano:
Articolo (in inglese) su Wikipedia
Articolo (in inglese): Who are the Kazar?

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Con l’inserimento del paragrafo La caduta dell’impero e la fine dei cazari e la modifica del nome da Khazars a Cazari, dopo quasi due anni dalla sua apparizione l’articolo è stato modificato grazie ad una segnalazione di Aldo C. Marturano autore di numerosi libri sul Medioevo Russo (vedi anche www.mondimedievali.net) che ci aveva segnalato:
Non so perché abbiate usato la dicitura Khazars quando in italiano è ormai consolidata la dicitura Cazari. Poi questo Impero non durò fino al XI secolo, ma fu fatto crollare nel 965 d.C. per opera di Svjatoslav di Kiev e con la contemporanea colonizzazione della zona del Kuban nell’Anticaucaso da parte dei russi di Kiev.**

Fonte: Steppa.nethttp://www.steppa.net/html/khazars/khazars.htm

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More info in English about Kazars:

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