Dossier ‘Krah-Fellay’ (parte 2)

11 Oct

PARTE SECONDA

I TEMPI e le MOTIVAZIONI: Krah e Menzingen

Inviato: 4/12/10

Allorchè Guglielmo di Norwich, domenica scorsa, ha reso pubblici i suoi commenti, c’è stato un grande interesse nelle discussioni che ha generato. La cosa più evidente è stato il volume di nuove informazioni, alcune delle quali contestate da un piccolo numero di lettori, ma gran parte di esse è stata accettata come incontrovertibile.

Nei giorni passanti ho considerato con attenzione i vari commenti e risposte scritte in merito, e credo che ci sia qualcosa che non quadri riguardo alla succesione dei tempi. Se ho ragione, questo avrà un impatto enorme sulle conclusioni.

Sappiamo per certo che mercoledì il 17 novembre 2010 Matthias Lossmann ha contattato l’agenzia di stampa tedesca Deutsche Presse-Agentur (DPA) e ha detto loro che si sarebbe dimesso dalla difesa del vescovo Williamson in favore di un’altro caso e che “il nome sarebbe stato presto reso pubblico… e si vedrà, quindi, perché non sarà più richiesta la mia consulenza”.

Questa dichiarazione di Lossman andrebbe analizzata con cura. Perché ha sentito il bisogno di andare in un agenzia di stampa per dire che non era più coinvolto nel caso Williamson? E ‘difficile credere che qualcuno coinvolto con l’ultra ‘politically correct’ del partito dei Verdi sarebbe stato l’oggetto di odio da parte dei membri del pubblico o dei giornalisti importanti, tanto più che egli aveva chiarito al giudice della corte incaricata del caso, nell’aprile 2010, che egli non aveva alcunchè da spartire con le opinioni di Williamson. In realtà il suo comportamento durante il processo ha dimostrato chiaramente che stava lavorando contro l’interesse di Williamson. Potremmo concluderne che egli “stava cercando di prendere i media all’amo”  in previsione della “polemica” che stava per esplodere. Avrebbe potuto dire nulla in merito, e rispondere alle domande solo nel caso che fossero sorte spontaneamente. Ma non l’ha fatto ed ha parlato, e questo la dice lunga sulle sue motivazioni, non solo di quel particolare momento della vicenda, ma sin dall’inizio.

Sappiamo anche che giovedi, 18 novembre 2010, il nuovo legale scelto da Williamson, l’avvocato Nahrath, ha inviato una comunicazione al nuovo giudice, Eisvogel, via fax, al suo ufficio personale. In essa egli ha sottolineato il fatto che fosse già stato incaricato da Williamson e che voleva chiedere un rinvio del processo, al fine di arrivare velocemente al merito della causa.

Sappiamo anche che Stefan Winters, del Der Spiegel, ha telefonato a Nahrath nel giro di mezz’ora, ed era già a conoscenza del suo status legale nei confronti di Williamson. Come hanno avuto questa informazione? Forse il giudice, o un funzionario del tribunale, hanno rilasciato queste informazioni ai giornalisti? Forse, ma improbabile, dato che anche il segretario di Eisvogel non sapeva che Nahrath avesse inviato il fax. Se il giudice avesse agito così, avrebbe rischiato di esporsi e avrebbe sicuramente subito delle sanzioni legali per negligenza professionale. Se fosse un funzionario di corte, lui o lei avrebbe rischiato il posto di lavoro. Si potrebbe sostenere che fosse stata una motivazione politica. E ‘possibile, naturalmente. Ma vista la mancanza del minimo indizio, dobbiamo respingere tale pensiero dalla mente.

Sappiamo che Lossman sapeva il nome del nuovo avvocato. Lo sappiamo perché ha deciso di dimettersi dalla difesa perchè o non era disposto o non poteva lavorare con Nahrath. Quindi, abbiamo due possibilità. O Lossmann ha contattato Der Spiegel lui stesso, o ha dato le informazioni a quel ben noto socio di Der Spiegel, Massimiliano Krah. La prima opzione è improbabile, per la buona ragione che egli avrebbe potuto contattare Der Spiegel fin dall’inizio per spiegare egli stesso la situazione. La seconda opzione è molto probabile, e abbiamo un precedente storico.

Una breve digressione

Torniamo indietro nel tempoa a prima del processo del Vescovo, che era stato fissato per il 16 aprile 2010. Il 4 marzo 2010, Williamson ricevette una comunicazione da Padre Thouvenot, in cui egli venne informato, su richiesta di Mons. Fellay, a desistere da una serie di cose. Una di queste era che egli stava “ricevendo un ordine formale con divieto di comparire davanti al giudice di Ratisbonne, per lasciare che gli avvocati [Lossman e Krah] regolarizzino la situazione a vostro vantaggio, ed a quello della FSSPX, di cui sei un membro”.

Perché questo ordine da Fellay? Era un prodotto della paura, o era motivato da qualcosa d’altro? Dato che Lossmann era stato un fallimento totale come avvocato, non avendo fatto nulla per affrontare l’effettiva applicabilità della legge diretta contro Williamson, e dato che Krah era, come  Guglielmo di Norwich ha sottolineato, positivamente pregiudizievole agli interessi di Williamson, si potrebbe ipotizzare, ragionevolmente io credo (in particolare alla luce degli eventi successivi), che Fellay volesse che gli avvocati da lui scelto avessero mano libera con la corte, senza essere ostacolati da qualsiasi possibile obiezione da parte di Williamson. Se Williamson fosse stato presente in tribunale, è molto improbabile che egli avrebbe tollerato le buffonate di Krah e Lossmann e, data la sua capacità di parlare tedesco, avrebbe contrastato le loro assurdità mendaci ed irrelevanti. Egli avrebbe anche potuto rimuoverli sul posto e assunto la sua difesa da se stesso. Questa è una ipotesi speculativa, perché non possiamo sapere cosa ci sia nella mente di Fellay, a meno che egli stesso non ci dica quale fu la sua motivazione, e non possiamo sapere che cosa Williamson potrebbe potenzialmente avere detto o fatto.

Tuttavia, ciò che segue non è una congettura. Solo un paio di giorni prima del processo stesso di un giornalista di Der Spiegel da Berlino ha telefonato a Lossmann. La conversazione andò così: “Mons. Williamson assisterà al processo?” “No.” “Perché no?” “Ordini dal suo Superiore.” “Un ordine scritto?” “Sì.” “Posso vedere il testo?” “No.”

Poco dopo questo scambio di battute, Lossman ricevette una telefonata da Krah: “Hai la lettera di Menzingen?” “Vuoi spedirmene una copia?” La risposta è affermativa, e Lossmann la invia. Circa due ore dopo la stessa giornalista telefona a Lossman e lo informa che ora aveva una copia dell’ordine da Fellay.

Le probabilità, dunque, che Lossmann non ripeta questo comportamento non professionale una seconda volta, fornendo informazioni riguardante Williamson e Nahrath a Krah, sono molto scarse. Che Der Spiegel lo sapesse già, a 30 minuti dalla nomina di Nahrath, rende la connessione Lossmann-Krah quasi una certezza morale.

Qualcuno sta mentendo?

Sappiamo che circa verso le 9:00, ora svizzera, del Sabato 20 Novembre 2010, la Casa Generalizia della Fraternità ha pubblicato sul proprio sito una dichiarazione rilasciata da Padre Thouvenot, su richiesta esplicita di Fellay. Si diceva che “Il Superiore Generale, mons. Bernard Fellay, ha appreso dalla stampa che mons. Williamson aveva revocato, 10 giorni prima del suo processo, l’avvocato incaricato della sua difesa.” La dichiarazione ha concluso, come tutti ormai sappiamo, con l’affermazione che se Williamson non avesse sollevato dall’incarico “avvocato cosiddetto neo-nazi”  Fellay l’avrebbe espulso dalla FSSPX.

Meno noto è il fatto che Padre Thouvenot abbia rilasciato una dichiarazione ulteriore, su istruzioni di Fellay, riguardante Williamson, domenica il 21 Novembre 2010 nel primo pomeriggio. E ‘stata inviata via e-mail ai vescovi e superiori della FSSPX ed era intitolata “Chiarimenti sul comunicato stampa della Casa Generalizia”, e che aveva come esplicito obiettivo di “spiegare” con una maggiore precisione la dichiarazione del 20 novembre 2010.

Nel secondo paragrafo si legge: “mons. Williamson ha voluto incaricare un secondo avvocato, le cui posizioni politiche sono ben note (“l’unico avvocato neo-nazista in Germania non ancora in carcere,” ** si dice). . . . Il tribunale amministrativo di Ratisbonne sapeva della revoca del primo avvocato [Lossmann] mercoledì il 17 novembre 2010 e l’identità del suo sostituto ha cominciato a trapelare nella mattinata di Venerdì 19 Novembre 2010.”

[** Chi ha esattamente detto ciò? Perché l’implicazione che tutti i cosiddetti avvocati “neo-nazi” dovrebb ero essere in prigione? Perché non quelli marxisti, liberali e anche sionisti?]

Come faccio a sapere questa seconda e meno conosciuta dichiarazione? Perché mi è stata trasmessa da un amico sacerdote che parla tedesco.

Sappiamo quel che segue, grazie alla cortesia di Hollingsworth, che l’ha pubblicato a pagina 3 del web-file da cui questo post è stato riprodotto:

“Io [Williamson] ho dato l’incarico a difendermi all’avv. Nahrath.

Mons. Fellay mi ha inviato Padre Angles per dirmi (venerdì mezzagiorno) che se non rigetto Nahrath egli mi espellerà dalla FSSPX. A me pare che il mio appello possa andare avanti o con un avvocato che non mi difende, ma approvato da Menzingen, o con un avvocato che mi difende veramente, ma che non sarà approvato dal Menzingen. Padre Angles ha spedito un e-mail (circa verso le 13h00 di venerdì) a mons. Fellay dicendo che rinuncio ad appelarmio davanti ai giudici tedeschi, aggiungendo ironicamente che sarebbe una cortesia se Menzingen pagasse la multa. Mons. Fellay subito rispose via email, “Deo Gratias. Nessun problema per il pagamento della multa” (Venerdì, circa 15.00 GMT).

Questa natizia, così com’è, viene confermata dalla seconda e meno conosciuta dichiarazione. Si precisa, al paragrafo n. 4: “Mons. Williamson ha reso noto a mons. Fellay, venerdì 19 Novembre 2010, nel primo pomeriggio, il suo desiderio di abbandonare il processo”, e questo per il bene della FSSPX.

Quello che deve essere chiaro è che Padre Angles arrivò in Inghilterra la mattinata di venerdì 19 novembre 2010 e fece colazione con il vescovo. Ma Angles ha ricevuto l’ordine di andare a Londra per ragionare con Williamson giovedi sera molto tardi, quando Fellay era a Roma, ad Albano, dove stette per due giorni a parlare con i sacerdoti del distretto italiano. Il mandato per Angles fu quello di convincere Williamson a licenziare Nahrath come suo avvocato, e quindi evitare l’espulsione.

MA ECCO IL PROBLEMA. Perchè ciò significa che Fellay sapeva i fatti riguardanti Nahrath il giovedi 18 novembre – vale a dire che sapeva tutto lo stesso giorno che Nahrath aveva scritto al giudice Eisvogel. Cioè lo stesso giorno che Der Spiegel venne a conoscenza dei fatti. Inoltre, la dichiarazione del 20 novembre 2010 dice molto chiaramente: “Il Superiore Generale, mons. Bernard Fellay apprese dalla stampa…” ECCO UN ALTRO PROBLEMA.

Andate al seguente link e potrete vedere i risultati della ricerca per la voce “Nahrath e Williamson”, in una ricerca di notizie.
http://news.google.com/news/search?pz=1&cf…oring=n&start=0

(Questo ‘link’ è stato cancellato)

Questa ricerca dimostra che ci sono state 55 visite (al 21:00 GMT, 4 dicembre 2010): la prima è riscontrabile a pagina 6, mentre la più recente è a pagina 1. Questa  storia apparse per la prima volta, facendo fede ad una nota diffusa dall’agenzia di stampa tedesca DPA il sabato 20 novembre 2010, sul quotidiano israeliano Haaretz. Successivamente fu presto ripresa da “Giornalettismo”, un poco noto giornale online italiano, e poi da Der Spiegel.

Una ricerca online di Der Spiegel, in tedesco e in inglese, corrobora la ricerca di notizie sopra riportata, perchè la prima menzione della connessione tra Nahrath e Williamson è apparsa sabato 20 novembre 2010. Per essere più chiari: niente è mai apparso su Der Spiegel, o qualsiasi altro giornale, riguardo a Nahrath e Williamson prima di sabato il 20 novembre 2010. Eppure sappiamo che Mons. Fellay ha parlato di questo argomento con don Anglais nel tardo pomeriggio di giovedì 18 novembre 2010, invitandolo a recarsi a Londra; mentre in una meno nota dichiarazione ha detto che le notizie relative alla connessione Nahrath-Williamson “hanno cominciato a trapelare nella mattinata di Venerdì 19 novembre 2010.”

Come ha fatto Monsignor Fellay ad apprendere dalla stampa circa Nahrath-Williamson, il giovedì 18 novembre 2010, se nulla fu pubblicato sino a due giorni più tardi?
Ci sono solo poche opzioni:

1. Fellay avuto una premonizione o “un sospetto”.
2. Ha ricevuto qualche grazia dal Cielo sulla questione.
3. E ‘stato informato da qualcuno che sapeva per telefono, fax, o e-mail dei dettagli.

L’opzione 3 è la mia opzione preferita, perché è l’unica soluzione possibile. Quali sono i candidati che possono aver informato Fellay? Ce ne sono tre: Der Spiegel, Matthias Lossman o Massimiliano Krah. Su quale scommettereste?

Der Spiegel è improbabile, perché nell’articolo di Sabato 20 Novembre 2010 chi è menzionato è Padre Thouvenot. Ciò significa che con ogni probabilità Der Spiegel gli ha telefonato il giorno prima, Venerdì 19 novembre 2010, per i preparativi finali. Lossman è ancora meno probabile. Avrebbe potuto andare direttamente da Fellay mercoledì, il 17 novembre 2010, ma è andato o a Der Spiegel, o da Krah. Inoltre, date le sue posizioni politiche, Lossman non ha alcun peso all’interno della FSSPX. Perciò rimane il nostro vecchio amico, Krah.

Questo significa che Fellay era già informato della questione “Nahrath”, prima di quando egli avesse preteso di esserne a conoscenza.

Vuol dire che egli aveva fatto un accordo con Williamson sin da venerdì 19 novembre 2010,  mettendo l’intera questione a dormire, teoricamente parlando.

Ciò significa che l’affermazione della FSSPX il 20 novembre 2010 è stato un intrigo assurdo, e l’idea che fosse per impedire una “vasta campagna stampa” è un non senso palpabile, perché Fellay, sapendo ciò che sappiamo noi circa il periodo di tempo, potrebbe avere detto a Der Spiegel che Nahrath fosse già fuori questione sin dal pomeriggio di venerdì, 19 novembre 2010, quando essi telefonarono per avere una dichiarazione.

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